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"Lavorare di più e meglio per arginare volontà distruttive" : intervista a Franco Punzi sull’attività di Italiafestival nel 2009 e sulle prospettive dell’associazione per il 2010.
martedì 29 dicembre 2009

D - La ringrazio intanto per avermi data la possibilità di intervistarla. Ma prima di passare alle domande le devo porgere - a mio nome e di tutta la redazione del giornaliero - le più fervide congratulazioni per la sua nomina a Vice Presidente della Federmusica Agis, che considero un esplicito riconoscimento al suo impegno alla guida di Italiafestival e delle iniziative realizzate nel 2009, compreso il seminario sulla cultura e lo spettacolo. Lei è dello stesso avviso?

R. Penso che in un Organismo associativo bisogna impegnare tutte le
energie disponibili e dare il meglio di se stesso, lavorando con gli altri e rispondere e mettersi al servizio dei Soci. Lo spettacolo dal vivo ha bisogno di rinnovarsi nel modo di porsi e suscitare negli altri emozioni anche con dibattiti, convegni, seminari non solo con parole ma di contenuti e proposte. L'ultima iniziativa sulla creatività e l'innovazione, che ha riscosso tanta attenzione, si inserisce in questo filone.

D - Il 2009 non si è presentato sotto i migliori auspici per tutta la rete dei festival italiani, compresi quelli aderenti a Italia Festival. Nonostante le difficoltà che conosciamo, i festival hanno fatto di tutto per mantenere la qualità dei programmi. E’ una conferma – ne sono persuaso - che i festival costituiscono un patrimonio da salvaguardare e un’importante risorsa per la crescita culturale del paese. Se così non fosse, perché affrontare sacrifici al fine di garantire la qualità delle proposte, quando i mezzi scarseggiano?

R. Certo il 2009 non è stato tra i migliori, ma i festival sono collaudati a lavorare con sacrifici, difficoltà, incomprensioni.
La programmazione artistica viene quasi sempre stimolata dal territorio dove si opera, anche perchè questa forma di spettacolo è sostenuta dall'apprezzamento e dalla richiesta del pubblico. Senza parlare del rapporto con il mondo dei giovani e della scuola verso il quale i festival rivolgono particolare attenzione, impegnati quasi sempre nella formazione del pubblico, specialmente quello giovanile nelle arti dello spettacolo.

D - Lei sa darsi una ragione sull’accanimento di certi settori del potere pubblico per limitari i fondi destinati alla cultura e allo spettacolo?

R. Il problema dei fondi presenta diverse motivazioni. La prima è quella della crisi generale che si riversa in particolare sulla cultura. La seconda è che i fondi vanno vanno utilizzati evitando sprechi ed abusi. La terza è che il potere pubblico è travolto da diatribe interne alle varie forze politiche spesso condizionato dalle cecità di pochi improvvisati governanti o amministratori che si lasciano andare a disarmanti dichiarazioni.
Bisogna collegarsi a politici seri che credono nei valori culturali e dello spettacolo e non farsi trascinare nella polemica. Il problema dei bilanci dei festival è serio per i ritardi dei contributi e si paga anche lo scotto di qualche settore dello spettacolo che del danaro pubblico ne ha fatto a volte uso poco responsabile.

D - Una notizia che si può leggere nel nostro giornaliero e che considero di notevole importanza, informa che nell’ultima edizione del Rossini Opera Festival di Pesaro la percentuale degli spettatori stranieri é stata del 70% a petto di quella italiana. E un dato che si apre a diverse deduzioni, tra queste, quelle che considero più vicine alla realtà: è il segno concreto del declino culturale del nostro paese e dell’importanza che il mondo è assegnata alla cultura musicale italiana, in particolare alla lirica, come valore universale. Lei che ne pensa?

R. Non parlerei di declino culturale del nostro Paese bensì del forte
richiamo dei beni culturali ed in particolare della Lirica, nostro biglietto da visita, che oggi riscuote tanta attenzione di nuove realtà quali il Giappone, la Cina ecc.. C'è poi la realtà di alcuni festival come il Rossini Opera festival  di Pesaro che è un appuntamento di alto livello artistico e che richiama pubblico da tutto il mondo. Ecco l'alta percentuale degli spetatori stranieri, peculiarità che è anche di altri festival con ricaduta economica sul territorio.

D - Nel 2010 sarà rafforzata l’intesa con L’EFA, l’Associazione dei Festival Europei?

R. Il 2010 sarà dedicato al tema "combattere la povertà e l'esclusione
sociale":Italiafestival pensa di lanciare un tema comune con l'EFA per mobilitare i festival europei e quindi quelli italiani.
Nel prossimo febbraio a Stoccolma ci sarà l'incontro ed in quella occasione pensiamo di rafforzare l'intesa proponendo un'iniziativa che possa richiamare l'attenzione sui giovani ed in particolare su quelli emigrati.

D - Quali le sue previsioni per il prossimo anno?

R. Bisogna lavorare di più e meglio per arginare volontà distruttive che
provengono da più parti, difendere gli organizzatori, i responsabili ed i lavoratori dello spettacolo e potenzaire la qualità.
Previsioni non se ne possono avanzare perchè oggi purtroppo prevale l'incertezza. Certo seguire l'iter della nuova legge sullo spettacolo e gli eventuali decreti applicativi, il problema del fondo unico dello spettacolo, seguire le politiche regionali e locali, collegarsi con i settori dello spettacolo dal vivo, contribuire al rilancio del ruolo dell'Agis.

D - In bocca al lupo! Ma prima di chiudere la prego di rivolgere un saluto augurale ai soci di Italiafestival, e a tutti lettori che seguono il nostro giornaliero. Grazie.

R. In bocca al lupo a tutti coloro che credono nella cultura, a quelli
che sono impegnati a realizzare reti di collaborazione ed a lavorare insieme. L'appello che rivolgo "Insieme si è più forti, da soli rafforziamo gli altri !" L'augurio "Realizzare i programmi ed i progetti, registrare consensi"!

Evelina De Stefani
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