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Enrico Casagrande, direttore artistico di Santarcangelo 40, “Il festival non può essere una vetrina, ma il luogo del rischio, della scoperta, del gioco e della comunione”
lunedì 21 giugno 2010
Santarcangelo di Romagna, Quarant’anni di teatro in piazza: è questa la caratteristica peculiare del Festival Internazionale del Teatro in Piazza di Santarcangelo, che da sempre ha coniugato la sperimentazione e la ricerca al territorio e al pubblico. Dal 9 al 18 luglio si svolgerà il programma firmato da Enrico Casagrande, Rodolfo Sacchettini e Daniela Nicolò che prevede in così pochi giorni ben 30 produzioni internazionali (Giappone, Spagna, Argentina, Israele, Libano, Olanda, Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti, Cile), che spaziano dal teatro alla danza alla performance e attraversano cinema, letteratura, disegno, arte pubblica, musica. Molte di esse sono creazioni presentate in prima assoluta, altri sono spettacoli inediti per il pubblico italiano, altri ancora troveranno nel festival una nuova forma di allestimento. Enrico Casagrande ci tiene a dare una nuova definizione alla parola festival “ che non può essere vetrina, bensì deve farsi luogo del rischio, della scoperta, della messa in gioco, della comunione.” Questo è infatti uno dei tratti fondanti di Santarcangelo 40, che modifica il rapporto codificato tra attore e pubblico concedendo a quest’ultimo un accesso privilegiato alla creazione artistica. Difficile sintetizzare la varietà dei lavori che verranno rappresentati nel festival. Dal gruppo italiano “Fagarazzi & Zuffellato” in “Enimirc” agli anglotedeschi “Gob Squad” con “Super Night Shot”; al catalano Roger Bernat che con “Domini Públic” compone gli spettatori come pedine di un gioco in piazza, e con “Pura Coincidèntia”, dove, assenti gli attori, dominano la scena solo webcam; agli olandesi Wunderbaum con “Magna Plaza” . Grande attesa per il regista argentino Daniel Veronese con “Todos los grandes gobiernos han evitado el teatro ìntimo”, ispirato a Ibsen; sempre dall’Argentina Tatiana Saphir con la sua “Breve storia del punk argentino”. Mentre i giovanissimi giapponesi Fai Fai mettono in scena “My Name Is I Love You”, e la bulgara Snejanka Mihaylova propone “Language”.Nel nome di un teatro che supera le barriere dei conflitti irrisolti ecco due spettacoli: gli israeliani Public Movement, in “Also Thus!” e gli artisti libanesi Rabih Mroué e Lina Saneh con “Photo-Romance”. Tra gli italiani spiccano le compagnie Babilonia Teatri, Teatro Sotterraneo e Portage; e gli artisti Maria Arena, Cristina Rizzo, Alessandro Sciarroni e Silvia Calderoni, attrice premiata agli Ubu 2009. A chiudere il festival, “ Laifi Snao”, di Filippo Timi. Un laboratorio organizzato da Fanny & Alexander coinvolge artisti e testimoni nella composizione, per immagini e didascalie, di un “Atlante rosso” del Festival.Musica, disegno, cinema, scrittori completeranno il programma imponente del festival, che ha prestato anche una particolare attenzione a progetti speciali realizzati con il coinvolgimento della collettività e dei singoli e degli spazi pubblici e privati della città. A tutto questo si aggiungono le iniziative legate al Quarantennale tra cui una mostra di manifesti e foto d’epoca installate negli angoli del paese che furono cornice di momenti d’arte memorabili. Per saperne di più www.santarcangelofestival.com
Evelina De Stefani
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