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Il 17 settembre il seminario di studi organizzato da Italiafestival su “Festival: un ponte di spettacoli con la creatività, l’innovazione, la libertà di pensiero e di espressione”
giovedì 10 settembre 2009
Roma. Inserito nelle iniziative promosse da Italiafestival per la Settimana Europea dei Festival, e come contributo all’”Anno Europeo della Creatività e Innovazione” si svolgerà a Roma il 17 settembre nella sede nazionale dell’Agis il seminario “Festival: un ponte di spettacoli con la creatività, l’innovazione, la libertà di pensiero e di espressione”, che si avvale del patrocinio dell’Efa, la Federazione Europea dei Festival; della Libera Università Luiss “Guido Carli” e dell’Agis nazionale. E’ prevista la partecipazione di Sebastiano Maffettone, Luciano Pellicani, Antonio Catricalà, Domenico De Masi, Vincenzo Cerami, Oliviero Toscani, Maurizio Scaparro, Paolo Damiani, Claudio Scimone. Il presidente dell’EFA Darko Brlek e il presidente di Italiafestival Franco Punzi, interverranno sul ruolo dei festival nella promozione della cultura e del sostegno alla creatività contemporanea. Nonostante le difficoltà causate per la riduzione del Fondo Unico dello Spettacolo, i festival d’arte, secondo quanto affermato da Punzi, non hanno impoverito la qualità dei loro cartelloni, che in generale hanno trovato la favorevole accoglienza del pubblico. Un risultato dovuto principalmente ai sacrifici che gli organizzatori si sono imposti, convinti che il patrimonio festivaliero italiano vada difeso e salvaguardato da quanti, di vista corta, non si rendono conto che i festival, in generale, sono ormai le oasi della produzione culturale, nel deserto della sottocultura imposta dal sistema mediatico. Per il ruolo svolto dai festival per il rafforzamento dell’Unione, non va dimenticato che gli artefici dell’Unità Europea davano alla cultura, e non solo all’economia, un ruolo determinante per cementare in tutto il Continente lo spirito unitario tra i popoli, salvaguardando le identità nazionali e il patrimonio storico e culturale di singoli. Vi era in loro – in tempi di conflitti e di stermini - la convinzione che la differenza di lingue non aveva impedito nel corso dei secoli il formarsi di una cultura di appartenenza, che trova le sue radici nell’”Universalità” di Roma e dall’uso della lingua latina fin oltre il diciottesimo secolo tra i dotti d’Europa. La foto: Darko Brlek, presidente dell’ Efa.

 - scarica la brochure "Invito alla creatività"
Evelina De Stefani
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