Al Festival d’Autunno si è discusso di immigrazione e accoglienza insieme al sindaco di Riace, Mimmo Lucano

Al Festival d’Autunno si è discusso di immigrazione e accoglienza insieme al sindaco di Riace, Mimmo Lucano

La Calabria intesa come terra di accoglienza e incontro è stato il tema ampiamente discusso durante il dibattito dal titolo “La Calabria: terra d’incontro nel secondo millennio”, il quarto appuntamento della sezione culturale del Festival d’Autunno, denominata “Kalon Brion. Lo spirito della Calabria, la Calabria dello spirito”.

Ieri sera, presso il Museo MARCA di Catanzaro, moderati dalla giornalista Mediaset Giancarla Rondinelli, il sindaco di Riace Mimmo Lucano, ha discusso del suo modello di accoglienza per gli immigrati, per il quale è stato inserito nell’elenco delle personalità più influenti del mondo dalla rivista americana “Fortune”. Ospiti della serata anche il sindaco di Gioia Tauro Giuseppe Pedà, il giornalista calabrese, il neo Cavaliere della Repubblica Michele Albanese, e Vincenzo Pepe, Presidente della Fondazione di cultura meridionalista Giovanbattista Vico.

«Oggi parleremo di un tema attualissimo per la nostra terra: quello dell’accoglienza e della sicurezza in tema di immigrazione. Lo facciamo con delle personalità che ci sveleranno le problematiche di un argomento per tutti noi molto sentito», queste le parole di Antonietta Santacroce, direttore artistico del Festival, che ha aperto l’interessante dibattito.

Gli interventi hanno permesso al numeroso pubblico presente in sala, di poter toccare con mano la realtà dell’immigrazione in Calabria, discutendo degli elementi positivi e delle difficoltà di una terra, che ha fatto dell’accoglienza la sua mission. Il sindaco Lucano ha parlato della sua esperienza di accoglienza che ha ripopolato il borgo di Riace, facendo sorgere nuove opportunità lavorative e diverse esperienze di integrazione: «Abbiamo vissuto quest’esperienza come l’opportunità per una cittadina che aveva bisogno di ripopolarsi. Incontrare nuove persone per noi è stato motivo di orgoglio – ha aggiunto – perché l’essere umano in quanto tale va compreso e accolto e a Riace lo abbiamo fatto in modo incondizionato. Accoglieremo questa gente fino a quando avremo posto – ha concluso –  perché abbiamo sperimentato che nel nostro paese la diversità può convivere in condizioni di normalità».

Il Sindaco Pedà ha parlato invece delle difficoltà che deve affrontare chi si trova a gestire il problema immigrazione in una realtà come la Calabria: «Anche a Gioia Tauro sono pronto ad accogliere gli immigrati – ha detto – ma devo tenere presente le difficoltà che quotidianamente affrontano i miei cittadini». Per Albanese «Riace è un’esperienza positiva che, però, non può essere riproposta in tutte le altre realtà perché ogni contesto è diverso. Questo fenomeno va gestito con più ordine da parte delle istituzioni. Ogni uomo vuole accogliere l’altro, ma è essenziale garantire sicurezza».

La riflessione di Pepe, infine, ha puntato a focalizzare il problema sul concetto della sostenibilità. «Fino a quanto sarà possibile accogliere? Fino a quando il Governo italiano potrà reggere questa situazione?». Tutti quesiti che bisogna porsi quando un’economia fatica a garantire benessere a tutti i suoi cittadini. Occorre, dunque, progettare un futuro che possa al contempo continuare ad accogliere i migranti e garantire benessere ai cittadini che in questo particolare momento storico hanno bisogno di essere sostenuti.

La sezione culturale del Festival si concluderà domani sera con un incontro dal titolo “Calabria è arte. La Magna Graecia nelle creazioni di Gerardo Sacco”. Il famoso Maestro orafo calabrese, Gerardo Sacco, in occasione dei suoi cinquanta anni di attività, verrà intervistato dal giornalista Rai Michele Cucuzza. Al dibattito parteciperà Francesco Kostner, coautore con Gerardo Sacco del libro “Sono nessuno!”. L’appuntamento è fissato come sempre alle ore 18.00 presso il Museo MARCA di Catanzaro.

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