Fan scatenati al Politeama di Catanzaro per l’unica tappa calabrese dei Baustelle

Fan scatenati al Politeama di Catanzaro per l’unica tappa calabrese dei Baustelle

Non è detto che l’estate sia la stagione dei tormentoni e delle hit radiofoniche di scarso contenuto. C’è un pubblico colto, evoluto, il cosidetto “pubblico di nicchia” -erroneamente definito tale, perchè, quanto a numeri, è molto più che una “nicchia”- che ha sete di musica di spessore. Di testi introspettivi, di musica strutturata, di strumenti e stile. E, quanto a stile, i Baustelle ne hanno da vendere.

Così il Festival d’Autunno, giunto alla sua quindicesima edizione con una frizzante e innovativa “summer edition”, quest’anno, si conferma contenitore di artisti di spessore, che appagano quella sete di musica “colta”, seppur spaziando nel panorama della musica leggera, che non si trova in radio e non fa da fondo agli aperitivi sui lidi. Un modo per rigenerarsi e disintossicarsi, al fresco del teatro Politeama, dai vari “Despacito” e “Pamplona” tormentoni ed anche un po’ tormento della nostra estate.

Conferma assoluta del leitmotiv di livello del Festival, assolutamente voluto dalla direttrice artistica Antonietta Santacroce, è stato il concerto di ieri, unica tappa calabrese del tour “L’estate, l’amore e la violenza” del trio toscano Baustelle. Una vera chicca per un pubblico giovane ed impegnato, giunto ieri da ogni angolo della Calabria.

Il trio, che vede Bianconi, voce, chitarre, tastiere, assieme a Claudio Brasini alle chitarre e la poliedrica Rachele Bastreghi, voce, tastiere e percussioni, porta in scena con la propria musica, il proprio stile, il look, le movenze, le luci ed un show complesso e qualificato, il mood del proprio ultimo album, come un unico macrotema: tutto per i Baustelle è assieme amore e violenza, e la violenza è contemplata nell’amore, nella vita di ogni giorno invasa da una costante guerra che stravolge l’intimità delle nostre vite violando, dunque, anche l’amore.

Scenografia mozzafiato e look curatissimo di chiaro riferimento anni ’70 (i Baustelle -ricordiamo- sono anche testimonial dell’ ultima straordinaria campagna di moda Gucci by Alessandro Michele) per i protagonisti assoluti della scena indie nazionale, che si presentano al pubblico del Politeama con un vasto e accurato repertorio.

A cominciare dall’ultimo album (uscito a gennaio), “L’amore e la violenza”, che viene presentato al pubblico in ogni suo brano, da “Love” in apertura a “Betty”, da “Amanda Lear” -preceduto peraltro da un messaggio vocale dell’omonima soubrette, icona della dance anni ’80-, a “Basso e Batteria”, a “Lepidoptera”; in scaletta assieme ai più celebri pezzi del passato, da “Charlie fa surf” a “Un romantico a Milano, da “La canzone del Parco” a quella “del Riformatorio”, e ad una cover “a sorpresa” che varia per ogni data: a Catanzaro è stata “K” dei “Cigarettes after sex”. Per concludere , dopo “La guerra è finita”, con gli encore “Veronica n.2”, brano inedito, e “Le rane”.

Gusto retrò, scene da tv-show anni ’70, tastiere e sintetizzatori rigorosamente analogici, mellotron e apparecchiature elettroniche degne del miglior pop anni 70/80, quell’inevitabile “pessimismo cosmico” che li caratterizza da sempre (su cui Francesco Bianconi fa ironia, raccontandosi tra un pezzo e l’altro): i Baustelle riescono in una magia che, nella musica italiana, forse il solo Battiato (cui somigliano molto, per testi e suoni) ha compiuto, farti ballare sulla tristezza dei giorni, raccontarti su sfondo pop dell’idiozia della vita contemporanea, stimolare alla ribellione verso la superficialità e risvegliare gli animi contro lo spirito della musica di oggi, dell’industria dell’intrattenimento (“Io non ho più voglia di ascoltare questa musica leggera”, canta Bianconi ne “Il vangelo di Giovanni”). Sul palco, la formazione al completo, con Ettore Bianconi alle macchine elettroniche e alle tastiere, Alessandro Maiorino al basso, Sebastiano de Gennaro alle percussioni, Diego Palazzo e Andrea Faccioli alle chitarre.

Ad aprire il concerto, la band calabrese degli Skelters, in linea con la filosofia che da anni caratterizza il Festival d’Autunno: valorizzare i talenti locali. I giovani musicisti, con alle spalle un curriculum già importante e caratterizzato da due tournée internazionali, hanno proposto alcuni brani del loro ultimo prodotto discografico: “Rivoluzione 9”.

Un successo per il Festival, che ora punta i fari sul prossimo grandioso appuntamento: il live Max Gazzé fissato per il 10 agosto, notte di San Lorenzo. Un mega concerto sotto le stelle nella notte più viva dell’estate che, per l’occasione, si terrà alla Summer Arena di Soverato.

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