Nato nel 2008 dalla sinergia fra Federgat, l’Ufficio Comunicazioni Sociali e il Progetto Culturale della CEI, in stretta collaborazione con l’ACEC, I Teatri del Sacro non è solo un Festival tematico, una vetrina nazionale di nuovi spettacoli dedicata alle intersezioni fra il teatro, la ricerca religiosa e la tensione spirituale, ma un progetto molto più ampio e articolato di sostegno e promozione dello spettacolo dal vivo, tanto nei sui aspetti ideativi e produttivi, quanto in quelli della circuitazione e della formazione del pubblico, con particolare attenzione all’innovazione e alle nuove generazioni di artisti.

I Teatri del Sacro non è dunque solo un ‘corpo a corpo’ libero e sincero con le domande della fede, acceso dall’azione drammatica, ma un intervento mirato di rafforzamento e incentivazione del teatro contemporaneo come forma d’arte e d’interazione sociale e culturale. Un obiettivo che I Teatri del Sacro, ha perseguito costruendo il suo progetto attraverso sette azioni principali

a) la pubblicazione, a cadenza biennale, di un Bando di concorso nazionale finalizzato alla co-produzione di nuovi spettacoli (fino a 12) dedicati ai temi del sacro e delle domande della fede nella società contemporanea. Il successo sempre crescente dell’iniziativa è dimostrata dall’adesione dei partecipanti: all’ultima call del 2016 hanno aderito più di 230 compagnie.

b) l’attivazione delle due fasi di selezione dei progetti presentati al Bando: la prima basata sulla valutazione dei progetti cartacei, la seconda (per gli spettacoli che hanno superato la prima fase) sulla visione dal vivo di 20 minuti del lavoro in allestimento, a Milano (per le compagnie del centronord) e a Roma (per le compagnie del centro sud). Fra i criteri di selezione viene data priorità alle compagnie under 35.

c) il sostegno pre-produttivo dei nuovi spettacoli selezionati, fino a un massimo di 12, per un numero complessivo, dalla prima edizione, di oltre 100 spettacoli sostenuti.

d) la realizzazione del Festival, dove gli spettacoli vincitori debuttano in prima nazionale assoluta, dando vita ad un appuntamento artistico che ha ottenuto in questi anni un’attenzione sempre maggiore e sempre più convinta di critica e di pubblico, fino ad arrivare alla presenza, nell’ultima edizione, di oltre 6.000 spettatori (con una media di oltre 250 spettatori a replica). Inoltre dalla scorsa edizione, il Festival, dalla sua sede originaria di Lucca, si è spostato nella nuova location di Ascoli Piceno, animando l’intera città con allestimenti all’aperto, nelle chiese, nelle strade, nelle piazze e nei teatri, a dimostrazione delle concrete potenzialità che le arti performative hanno di favorire processi efficaci di rigenerazione urbana e di ricostruzione dei legami culturali e sociali nelle città colpite da eventi catastrofici come il terremoto.

e) L’azione de I Teatri del Sacro non si ferma tuttavia solo al Festival. Subito dopo viene infatti incentivato, anche economicamente, il sostegno alla circuitazione degli spettacoli che hanno debuttato al Festival, sia mediante l’organizzazione di Rassegne specifiche nelle principali città italiane, sia mediante l’attivazione della rete delle Sale della Comunità coordinate da ACEC: un sistema integrato di spazi polivalenti diffusi capillarmente sul nostro territorio.

f) A supporto e integrazione della sua mission prioritaria, il progetto de I Teatri del Sacro prevede anche un impegno nel campo della formazione, con particolare attenzione alle pratiche di teatro sociale, mediante l’organizzazione di laboratori per attori non professionisti (rivolti soprattutto alle compagnie associate di teatro amatoriale) e l’attivazione corsi di formazione professionalizzanti per operatori di teatro sociale, come quello che è partito nel 2018 ad Ascoli Piceno, sempre nella prospettiva post-terremoto, grazie al sostegno della Fondazione Carisap. Un’attività che ha portato anche alla realizzazione di progetti performativi di teatro di comunità e di rigenerazione urbana, come nel caso dell’attività residenziale condotta da anni a Chiaravalle, alla periferia di Milano, in collaborazione con l’Associazione Terzo Paesaggio.

g) Infine, un ulteriore segmento progettuale sviluppato da I Teatri del Sacro riguarda le azioni di formazione del pubblico, ideate in collaborazione con la Casa dello Spettatore di Roma, in concomitanza del Festival e delle altre rassegne tematiche: veri e propri laboratori di approfondimento e di ribaltamento dello spettacolo, in cui il ruolo del pubblico diventa centrale rispetto alla messa in scena, sviluppando itinerari propri e originali di interpretazione ed elaborazione creativa dei suoi contenuti.

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