27° FESTIVAL MILANO MUSICA: GYÖRGY KURTÁG. ASCOLTANDO BECKETT

27° FESTIVAL MILANO MUSICA: GYÖRGY KURTÁG. ASCOLTANDO BECKETT

27° Festival Milano Musica

György Kurtág. Ascoltando Beckett

da sabato 20 ottobre a lunedì 26 novembre 2018

Auditorium di Milano, Auditorium San Fedele, Chiesa di San Marco
Pirelli HangarBicocca, Teatro alla Scala, Teatro Bruno Munari
Teatro Elfo Puccini, Teatro Gerolamo, Università Cattolica

22 concerti/spettacoli, incontri di approfondimento e un’anteprima nelle periferie milanesi
9 prime assolute, 7 prime italiane, 5 commissioni

 

L’alleanza di Milano Musica con il Teatro alla Scala si rinnova e si amplia – grazie alla collaborazione con il Piccolo Teatro e importanti istituzioni musicali e culturali milanesi – in un grande progetto Beckett–Kurtág. Alla prima assoluta di Samuel Beckett: Fin de partie di Kurtág su testi di Beckett, commissionata e prodotta dal Teatro alla Scala in coproduzione con De Nationale Opera, Amsterdam, in scena dal 15 novembre 2018, si accosta, dal 23 ottobre, Finale di partita di Beckett con Glauco Mauri e Roberto Sturno al Piccolo Teatro Grassi.

Dal 20 ottobre al 26 novembre, il Festival Milano Musica György Kurtág. Ascoltando Beckett sviluppa – in 22 concerti/spettacoli, incontri di approfondimento e un’anteprima che coinvolge le periferie milanesi – tre linee principali: il dialogo di Kurtág con grandi compositori del passato e del Novecento (Schubert, Bartók, Stravinskij, Ligeti, Castiglioni); la presenza di tematiche capitali del moderno (l’idea di fine, di voce, di parola) nell’opera del compositore ungherese, con particolare riferimento all’universo beckettiano; le risonanze che il pensiero di Beckett provoca nell’immaginario di autorevoli compositori di oggi.

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Refrattario a dogmi e mode, il pensiero di György Kurtág (1926) matura ai margini delle correnti dominanti dell’avanguardia musicale del secondo Novecento. La radicalità etica, prima ancora che estetica, del suo linguaggio gli permette di intercettare ed esprimere le inquietudini profonde della modernità, mantenendo un dialogo aperto con la tradizione. Il suo stile estremamente originale attinge direttamente alla forza del linguaggio parlato: la sua musica «non riveste di suoni le parole ma al contrario le mette a nudo» (Ivan Nagel). Similmente, Beckett spoglia la parola, sua unica certezza, e fin dai primi scritti allude all’universo musicale, continuando a esplorare la sonorità intrinseca al linguaggio parlato, e divenendo a sua volta fonte di ispirazione per numerosi compositori del Novecento, tra cui lo stesso Kurtág.

Oltre a proporre brani direttamente ispirati ai testi di Beckett come Watt per trombone e orchestra di Pascal Dusapin e Samuel Beckett: What is the Word op. 30b di Kurtág, Milano Musica ha commissionato tre nuovi lavori a compositori che si confrontano oggi con l’immaginario beckettiano. Daniele Ghisi presenta un brano per voce ed elettronica. Riccardo Nova crea, insieme al regista Giacomo Costantini, uno spettacolo – con la partecipazione di un danzatore, musicisti e artisti circensi – in omaggio a Beckett e rivolto a un pubblico di bambini e adulti. Paolo Perezzani infine porta avanti la ricerca sulla vocalità, a partire da testi di Beckett, con un brano per ensemble vocale.

Foto: Andrea Felvégi

Tra i protagonisti: la Filarmonica della Scala, diretta dal giovane talento ungherese Madaras; l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, che torna al Teatro alla Scala dopo il successo del debutto nello scorso Festival, diretta da Holliger con il pianista Pierre-Laurent Aimard. Al centro del Festival, Samuel Beckett: What is the Word di Kurtág con l’Orchestra Sinfonica di Milano G. Verdi diretta da Sylvain Cambreling. Per la musica da camera e vocale: il Quartetto Prometeo, l’Ensemble Orchestral Contemporain, in due concerti diretti rispettivamente da Andrea Pestalozza e Daniel Kawka, Les Cris de Paris con l’integrale dei brani a cappella di Kurtág, omaggiato anche da Antonio Ballista e Bruno Canino.

Ai concerti sinfonici, cameristici e di musica elettronica del percorso What is the Word – a partire dall’omonimo brano di Kurtág Samuel Beckett: What is the Word – si alternano le incursioni di Games, játékok, giochi, ciclo dedicato a scatole sonore e strumenti meccanici, circo contemporaneo, teatro musicale, giovane pubblico e giovani interpreti.

Dal Teatro alla Scala al Pirelli HangarBicocca, attraverso sedi classiche, luoghi di interesse artistico, spazi teatrali legati all’orizzonte di Beckett, il Festival crea e propone esperienze uniche: capolavori di raro ascolto e nuovi brani vengono proposti nei luoghi più adatti e nelle migliori situazioni acustiche, affidati all’impegno e alla profondità interpretativa di artisti di rilievo internazionale. Una città che si riunisce in un festival di nuova musica per fare cultura e aprire a nuovi pubblici, a partire dall’anteprima con Secret Public, scatole sonore in spazi urbani, micro-concerti in container diffusi nelle periferie milanesi e interamente dedicati al repertorio per percussioni, nuovi “spazi d’ascolto” aperti alla cittadinanza.

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