GIANMARIA TESTA A MITTELFEST 2015

GIANMARIA TESTA A MITTELFEST 2015

Il ricordo del direttore Franco Calabretto.

È stato il palcoscenico di Mittelfest 2015 ad ospitare una delle ultime apparizioni pubbliche del cantautore Gianmaria Testa, sicuramente la sua ultima esibizione nella nostra Regione. Uno spettacolo commissionato direttamente dal festival, che lo ha visto sul palco con lo scrittore Erri De Luca a cui era legato da una profonda amicizia, sfociata in uno straordinario sodalizio artistico.Il pubblico di Mittelfest ha accolto i due artisti con un tutto esaurito che ha riempito di emozioni la Chiesa di San Francesco.

«Quando è partito l’applauso, sembrava che non finisse più» – racconta il direttore artistico Franco Calabretto. «Gianmaria Testa aveva appena cantato la canzone dedicata alla sua compagna Paola con grande forza e intensità, ora dimenticando un accordo di chitarra, ora mangiandosi una parola (la malattia lo stava già segnando profondamente)». «Il pubblico del San Francesco lo aveva immediatamente percepito. Come fosse stato un grido, non di disperazione, ma di affermazione del suo amore per la vita. Che gli stava sfuggendo di mano».

«Gianmaria aveva mantenuto l’impegno preso con Mittelfest, dopo aver disdetto quasi tutti i suoi concerti in calendario, per salvare alcuni appuntamenti con Erri De Luca, quelli per lui maggiormente significativi (gliene sarò sempre grato). Impegnati questa volta a declinare le mille sfaccettature della parola “Acqua” tema di Mittelfest 2015, molto cara a entrambi. Per Mittelfest avevano costruito un programma ad hoc, dietro mio invito».

«Avevo precedentemente incontrato Gianmaria Testa in altre occasioni» – ricorda ancora Calabretto. «L’avevo invitato al Teatro di Pordenone quando aveva presentato il suo CD Da questa parte del mare (a proposito di acqua …). Avevo sempre apprezzato la sua semplicità, la disponibilità a raccontare e raccontarsi, anche prima del concerto in un progetto che avevo chiamato “Raccontare la Musica”. Quanta profonda e vera umanità».

«A Cividale, dopo aver cantato la canzone che lo aveva spossato fin quasi alle lacrime (chissà quali e quanti significati, messaggi in codice tra lui e la sua compagna Paola) è dunque partito quell’applauso che non finiva più». «Finché, ad un certo punto, lui stesso si è rivolto al pubblico dicendo, con durezza, “basta, basta per favore”. Come temesse che il suo fisico debole, provato dalla malattia ma anche dalla terapia, non riuscisse più a reggere davanti a tanta emozione».

Foto © Luca A. d’Agostino / Phocus Agency

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