Edizione 2017

Edizione 2017

Decima edizione 5 – 10 luglio
36 giorni, 11 sezioni, 155 eventi, 57 spettacoli, 10 laboratori, 43 concerti, 40 luoghi, compongono un festival multidisciplinare.

L’edizione 2017 del Napoli Teatro festival Italia diretto da Ruggero Cappuccio ha portato in scena, sui palcoscenici del capoluogo partenopeo e di tutta la Campania, spettacoli Internazionali e italiani attraversando Danza, Musica, Cinema, Letteratura, Formazione, Mostre; una sezione SportOpera ha raccontato la passione degli scrittori per il tema della competizione; mentre la sezione Osservatorio è stata pensata come spazio di visibilità per compagnie giovani o non più giovani, ma con difficoltà nell’avvio del processo produttivo degli spettacoli.
La lunghissima edizione ha mirato a un ricongiungimento tra le arti, accogliendo i tre debutti internazionali di Jan Fabre, Angelica Liddell, Dimitris Papaioannou. In scena, anche autori, registi, attori contemporanei del panorama nazionale, tra cui troviamo nomi di rilievo come quello di Roberto Andò, Stefano Massini, Alessandro Preziosi, Fabrizio Gifuni, Luca Zingaretti, Alfonso Santagata, David Mamet, Luca Barbareschi, Antonio Capuano, Enzo Moscato, Cristina Comencini, Lina Prosa.
Ampio spazio è stato dedicato alla formazione gratuita, per favorire lo scambio di saperi e pratiche artistiche in un’ottica multiculturale. Proprio sul rapporto tra maestri e giovani talenti si è concentrata la decima edizione, che ha visto giungere a Napoli artisti del calibro di Eimuntas Nekrosius e Tomi Janežič, per lavorare con giovani artisti del Sud, dell’Italia e d’Europa. E ancora, Antonio Biasiucci, Bruno Leone, Maurizio Capone, Laura Curino, Elena Bucci, Enzo Marangelo, Andrea Renzi, Spiro Scimone e Francesco Sframeli, hanno realizzato attività laboratoriali su tutto il territorio campano con talenti emergenti italiani e stranieri.
La preziosa sezione dedicata alla Letteratura, curata da Silvio Perrella, è stata accolta nella splendida cornice di Villa Pignatelli, dove, per l’occasione, il Festival ha allestito una Casa della Poesia, luogo di incontro tra le arti, dove la parola poetica ha fatto da filo conduttore delle serate: qui la produzione di Mahmoud Darvish, Michele Sovente, Valerio Magrelli, Mariangela Gualtieri, Patrizia Valduga, ha incrociato le voci di Mariano Rigillo, dei Fratelli Mancuso, di Tonino Taiuti e di altri grandi nomi del panorama teatrale, in dieci eventi di grande rilevanza culturale. In connessione con la Letteratura è pensata anche la sezione dedicata al Cinema (realizzata in collaborazione con il Festivaletteratura di Mantova), che ha presentato film su grandi personalità della letteratura mai distribuiti in Italia. Sempre in Villa Pignatelli ha avuto luogo una mostra di costumi dedicata a cinema teatro e lirica della famosa Sartoria Tirelli, ad opera di artisti del calibro di Piero Tosi, Maurizio Millenotti, Gabriella Pescucci, Carlo Poggioli, Milena Canonero, Alessandro Lai, Zaira De Vincentiis. L’allestimento ha condotto il pubblico in un viaggio affascinante iniziato con i costumi storici de Il Gattopardo di Luchino Visconti per arrivare a quelli di The Young Pope firmato da Paolo Sorrentino.
La sezione SportOpera, curata da Claudio di Palma e organizzata da Vesuvioteatro.org, ha coniugato arte e sport, trasformando le aule dell’Accademia di Belle Arti di Napoli in spazi scenici alternativi e allineando artisti come Roberto Herlitzka e Mimmo Palladino con Vargas Llosa, Andrea Renzi e Lino Fiorito con Wallace, Domenico Starnone con Riccardo Dalisi.
L’apertura della manifestazione è stata affidata alla voce universale della musica: Luce del Sud, il concerto di Franco Battiato che ha visto la partecipazione di Fabrizio Gifuni, Mimmo Borrelli e Imma Villa, ha animato una gremita piazza del Plebiscito. Gli spettacoli musicali si sono susseguiti sui palcoscenici di Napoli e della Campania, con le performance di Peppe Servillo e
Solis String Quartet, dell’Orchestra di Piazza Vittorio, dell’Ensemble Berlin e della formazione strumentale di Ambrogio Sparagna e con Excepto di Enzo Avitabile
Tra i progetti speciali attivati dal Festival, le provocazioni di Attori in vetrina di Antonella Ippolito e Franca Abbategiovanni, che hanno colonizzato le vetrine della città sensibilizzando il pubblico alle problematiche degli artisti dello spettacolo; il Teatro Bellini di Napoli è stato trasformato per tre giorni nel Globe elisabettiano; un Anfiteatro Urbano di Periferia ha preso forma a San Giovanni a Teduccio, portando il teatro fino al bronx di Napoli.
Obiettivo fondamentale del Festival 2017 è la riunificazione dei linguaggi espressivi. Per questo, l’artista L’artisto Mimmo Paladino ha progettato catalogo e materiali di comunicazione, che sono diventati oggetti d’arte oltre che informativi.
Particolarmente significativa è stata anche la scelta di individuare la Casa del Festival presso il Palazzo Reale di Napoli, che ha rappresentato un presidio di assoluta centralità logistica nella città, venendo incontro all’obiettivo di valorizzare, attraverso il teatro, i beni architettonici del capoluogo partenopeo. Altro presidio non meno rilevante è stato rappresentato proprio dalla periferia di San Giovanni a Teduccio, dove opera il gruppo di artisti facenti capo al Nest, che dedica il proprio lavoro alle giovani generazioni in un’area a rischio della città.
Il teatro Politeama, il Teatro Bellini, il teatro di San Carlo, Villa Pignatelli e Palazzo Cellamare, sono solo alcuni degli spazi individuati per rappresentare l’intero programma del Festival.
Rilevante attenzione è stata riservata ad alcuni dei luoghi particolarmente rappresentativi della Campania: Salerno è stata associata al tema dell’acqua, intesa come viaggio, mito e comunicazione; Benevento a quello del fuoco inteso come energia spirituale; Caserta a quello dell’aria, come spazio che accoglie le linee architettoniche e Avellino al tema della terra, come tradizione spirituale opposta al mondo della globalizzazione.
La decima edizione del Napoli Teatro Festival Italia è stata un viaggio intorno alle culture teatrali di Napoli, dell’Italia e del mondo. Un Festival trasversale che ha favorito un’ampia partecipazione di pubblico attraverso una programmazione aperta e plurale.

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