Sarsina, situata sulle dolci colline della Romagna, è un importantissimo centro del nord Italia dal punto di vista archeologico, storico, culturale e religioso.
Il primo insediamento stabile sull’area dell’odierna città, risale al IV sec. a.C. Nel 266 a.C. Sarsina fu sottomessa dai Romani; diventò quindi città alleata e poi municipio.
Intorno al 254-251 a.C. vi nacque il grande commediografo e poeta latino Tito Maccio Plauto, il gigante che torreggia ai primordi della letteratura latina (Paratore, 1961).
Nel III-IV sec. ebbe il suo primo vescovo, Vicinio, poi divenuto santo patrono della città, del quale è ancora viva la devozione alla sua taumaturgica “catena”.
Alle migliaia di turisti che ogni anno la scelgono come meta delle loro vacanze e dei loro tour, l’antica città plautina offre un patrimonio archeologico, culturale, religioso e ambientale di grande fascino e interesse.
Al suo più illustre figlio, Tito Maccio Plauto, ed al Teatro, quale antica e nobile arte, Sarsina dedica dal 1956 un festival di prosa – denominato PLAUTUS FESTIVAL – che, pur privilegiando il repertorio tratto da Dramma Antico e dal Teatro Classico in genere, non disdegna uno sguardo sulla più interessante drammaturgia contemporanea.
Il cartellone di quest’anno, che partirà sabato 8 luglio, per concludersi domenica 20 agosto, conta ben 12 appuntamenti, con titoli della drammaturgia antica e opere di autori moderni, così da risultare estremamente poliedrico e presentare racconti teatrali per tutti i gusti.
Tra tragedie e commedie, ciascuna categoria avrà un tema preponderante: il fil rouge delle tragedie sarà la riflessione sul concetto di “straniero”, particolarmente evidente in Le Supplici a Portopalo, nelle quali si pone l’accento sulle difficoltà a rivendicare il diritto d’asilo dei migranti africani moderni che si presentano alle nostre porte come, appunto, supplici. Partendo quindi dal concetto di ospitalità dei greci, con Iliade e Odissea, e passando poi alla concezione latina dei diritti dello straniero con Medea di Seneca fino ad arrivare a Thomas More di Shakespeare nel Seicento, è evidente che le difficoltà di oggi non sono assolutamente una novità nel grande libro della Storia.
Delle sei commedie in cartellone, ben quattro portano la firma del genio sarsinate Tito Maccio Plauto, ovvero: L’Avaro, ispirato ad Aulularia, il Miles Gloriosus, i Menecmi e Anfitrione; tutte quante caratterizzate da complicati intrecci, fraintendimenti, scambi di persona e intrighi amorosi. Le antiche questioni d’amore e d’eredità si rivelano sempre attuali, essendo presenti anche nelle due restanti commedie di autori contemporanei: Alla faccia vostra e Non mi hai più detto ti amo. Particolarmente indicata quindi è la citazione di Victor Hugo “Il teatro non è il paese della realtà, ma il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco”.

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