SUPPLICI A PORTOPALO, dalla tragedia di Eschilo alle parole dei rifugiati

SUPPLICI A PORTOPALO, dalla tragedia di Eschilo alle parole dei rifugiati

Venerdì 21 Luglio 2017

Collegio Musici e Cerimonieri  e Nidodiragno Produzioni

presentano

Vincenzo Pirrotta e Gabriele Vacis

in

SUPPLICI A PORTOPALO

dalla tragedia di Eschilo alle parole dei rifugiati

ideazione e drammaturgia di Monica Centanni e Gabriele Vacis
Scenografia e allestimento: Roberto Tarasco
Video: Michele Fornasero/Indyca

 

Regia di Gabriele Vacis

 


Lo spettacolo si svolge all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Sarsina
In considerazione del numero assai limitato di posti a disposizione, l’ingresso è a invito.


Sulla costa siciliana, divenuta frontiera delle rotte della disperazione del Mediterraneo, un coinvolgente racconto teatrale basato su Supplici di Eschilo, che mette in scena la difficile decisione della città di fronte alla richiesta di asilo di chi fugge dalla guerra, dalla fame, dalla carestia. I versi di Eschilo si intrecciano, si confondono, con i racconti dei migranti che approdano in Sicilia dalla costa africana, dopo peripezie inenarrabili.
La spietata logica del respingimento di chi si presenta supplice, alle porte della città, a chiedere aiuto è deprecabile e inaccettabile per le leggi non scritte del codice etico della gente di mare, ma anche per la sensibilità di una comunità civile. Ma non basta la carità, non basta la pietà: solo la dimensione politica – insegna già Eschilo 2500 anni fa – può affrontare e risolvere positivamente, nel segno del bene comune, la difficoltà di migranti e cittadini.
Qual è il ruolo del teatro oggi? Può una tragedia di Eschilo, un’opera di 2500 anni fa raccontare il nostro presente? Quante Portopalo ci sono in Europa? E quanto a lungo dovrà continuare questo racconto? Il racconto teatrale si fa orazione civile e occasione di riflessione collettiva su uno dei temi più importanti del dibattito politico attuale. Il teatro recupera la funzione originaria per cui fu inventato nell’Atene del V secolo a.C., agli albori della democrazia e della politica.

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