La “Armida” di Rossini firmata Luca Ronconi

La “Armida” di Rossini firmata Luca Ronconi

Pesaro. L’”Armida” di Gioachino Rossini, diretta dal regista Luca Ronconi, presentata alla XXXV edizione del Rossini Opera Festival, è stata considerata dal pubblico e dalla critica l’evento clou del ricco cartellone della kermesse pesarese.

“Torno all’Armida di Rossini dopo 21 anni, e nuovamente al Rossini Opera Festival ha detto Luca Ronconi alla presentazione del cartellone – la vicenda dell’opera è ben conosciuta e si ispira, a dire il vero molto approssimativamente, ad alcuni passi della “Gerusalemme liberata”. Una delle difficoltà principali della partitura è rappresentata dalle danze del secondo atto, piuttosto lunghe, anch’esse ispirate al poema epico di Torquato Tasso. Ho cercato di inserirle nella narrazione immaginando, con una punta di ironia, due figure della ‘Gerusalemme liberata’ che assistono ai balli che hanno per interpreti altri personaggi dello stesso poema”.

L’allestimento dell’opera esce dai canoni tradizionali per darne una versione più attenta allo spirito dei tempi e ai mutamenti intervenuti in una realtà in cui i diversi valori della tradizione si dissolvono nella “prigionia” dell’individualismo imposto dal moloc tecnologico. “Quanto alla protagonista, Armida – ha detto Ronconi – maga cinica e manipolatrice che si trasforma in donna passionale e innamorata, è una figura insolita in Rossini, che predilige l’astrazione al patetismo. L’allestimento non pretende di vestirsi di un fasto spettacolare: il progetto scenico è piuttosto semplice, e lascia spazio alla musica e al virtuosismo dei cantanti. La vicenda viene raccontata con un certo distacco, se vogliamo tipicamente ‘rossiniano’: c’è una scelta programmatica di assenza di verismo e di rifiuto di qualunque attualizzazione”.
Di particolare livello artistico il casta dei cantanti, da Carmen Romeu, nel ruolo di Armida, Antonino Siragusa, in quello di Rinaldo, Carlo Lepore nel doppio ruolo di Idraote e Astarotte, Dmitry Korchak nei panni di Gernando e di Carlo, Randall Bills in quelli di Goffredo e Ubaldo e Vassilis Kavayas come Eustazio. Ha suonato l’Orchestra e il Coro del Teatro Comunale di Bologna diretti da Carlo Rizzi. A Ronconi hanno prestato la loro collaborazione, Margherita Palli per le scene, Giovanna Buzzi per i costumi, Michele Abbondanza per le coreografie e A. J. Weissbard per le luci.

Il “Barbiere di Siviglia” è stata la seconda opera andata in scena, che, nonostante sia stata presentata in forma semiscenica dall’Accademia di Belle Arti di Urbinok, ha ricevuto il gradimento del pubblico. Sono stati gli allievi a occuparsi dell’ideazione, progettazione degli elementi scenici, dei movimenti di regia, video e costumi dello spettacolo che è stato diretto da Giacomo Sagripanti. Ha suonato l’Orchestra del Comunale di Bologna e il Coro San Carlo di Pesaro. Nel cast diversi specialisti rossiniani, dei quali segnaliamo Juan Francisco Gatell, Paolo Bordogna, Chiara Amarù, Florian Sempey, Alex Esposito, Felicia Bongiovanni, Andrea Vincenzo Bonsignore.

Terza opera in programma “Aureliano in Palmira”, evento del Rossini Opera Festival 2014. Lo spettacolo è andato in scena al Teatro Rossini con la regia di Mario Martone, un ritorno a Pesaro, del quale si ricorda la sua regia di “Matilde di Shabran”, che segnò un momento importante della storia del Festival. In quest’occasione Martone – con la collaborazione di Sergio Tramonti, scene, e Ursula Patzak, costumi – si misura con il Rossini serio, scegliendo un taglio a metà tra il teatro brechtiano e lo Shakespeare dei drammi romani, molto elegante e lineare, che inquadra la movimentata vicenda di battaglie e intrighi politici in un etereo, spettacolare labirinto, rifiutando qualunque banale accostamento all’oggi e, trattandosi dell’eterno scontro Oriente-Occidente, sarebbe stato facile cadere nella tentazione. Nel ruolo che fu di Giovanni Battista Velluti (Arsace), il mezzosoprano Lena Belkina; l’innamorata e indomabile regina Zenobia è Jessica Pratt, che fronteggia il potere romano incarnato nell’Aureliano di Michael Spyres. Al loro fianco, Raffaella Lupinacci, Dempsey Rivera, Sergio Vitale, Dimitri Pkhaladze. Dirige l’Orchestra Sinfonica Rossini e il Coro del Comunale di Bologna Will Crutchfield, anche curatore dell’edizione critica della partitura. Meritato successo dello spettacolo, con applausi prolungati.

Diversi gli eventi collaterali tra i quali gli importanti concerti in cartellone, tra i quali il recital del tenore Juan Francisco Gatell, che si è esibito in brani di Rossini (Péchés de vieillesse, La pietra del paragone), Mozart (Don Giovanni), Beethoven (Quattro ariette e un duetto, Op. 82), Donizetti (Don Pasquale, L’elisir d’amore, Le crépuscule), Auber (Fra Diavolo), Gounod (La colombe). Accompagnamento al pianoforte di Beatrice Benzi.

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