L’opera lirica tra tradizione e creatività: il report della prima serata di Armonie d’Arte Festival 2018

L’opera lirica tra tradizione e creatività: il report della prima serata di Armonie d’Arte Festival 2018

Si è svolto venerdì 6 luglio il primo grande evento della diciottesima edizione di Armonie d’Arte Festival che, sebbene già inaugurata nel mese di giugno, ha avuto il suo inizio ufficiale con lo spettacolo Cantiere Opera Rossini. Protagonisti indiscussi Elio e Francesco Micheli che con la loro esperienza e il loro carisma, hanno trasformato la notte di Scolacium in uno spettacolo sorprendente e di pura energia.

Gli artisti

Non esiste artista italiano maggiormente eclettico di Elio: cantante, compositore, flautista e attore, inizia la sua carriera fin da piccolo, quando si avvicina alla musica grazie a un corso delle scuole elementari. La sua prima esibizione risale al 1968: da allora, sperimentazione, innovazione e genialità hanno contraddistinto il suo lavoro: i testi irriverenti, il mix di parodia e inventiva e l’eccellente tecnica performativa ne hanno fatto uno degli artisti più amati del panorama italiano.

Francesco Micheli ha fatto della regia e dell’opera la sua vita, con l’intento di creare un teatro lirico di ricerca. Debutta nel 1997 nella regia de La Cantarina di Niccolò Puccini allestita per il Museo del Teatro alla Scala. Da allora è un continuo successo con la curatela di numerosissimi spettacoli nei teatri di tutto il mondo. I suoi lavori, spesso a metà tra il concerto e lo spettacolo, sono sempre contraddistinti da una nota creativa che ben si sposa con l’estro di Elio.

La serata

Da questo connubio nasce lo spettacolo Cantiere Opera Rossini, per Armonie d’Arte offerto da Centodieci di Banca Mediolanum e creato con il sostegno della Fondazione Luciano Pavarotti in occasione del 150° anniversario dalla morte di Giocchino Rossini.

La serata inizia con una riflessione del direttore artistico del Festival Chiara Giordanoanche quest’anno, da diciotto anni a questa parte, si rinnova la magia e, grazie a voi, Armonie d’Arte conferma il suo impegno per sostenere l’arte e la cultura. Stasera è una serata per la nostra identità italiana, una serata che collega il passato e lo straordinario mezzo di comunicazione di massa che era l’opera lirica, con il nostro mondo e il nostro linguaggio. Parlare dell’opera, matrice forte della nostra cultura, e di Rossini, di cui ricorrono i 150 anni dalla morte, è importante, e io sono orgogliosa di ospitare questo spettacolo. Ancora una volta volgiamo farvi innamorare della nostra terra e della cultura intesa come narrazione, emozione e sapienza.

Dopo l’introduzione, accompagnati dal maestro Simone Soldati al pianoforte e dalla voce incantatrice della soprano Laura Macrì, Elio e Francesco Micheli danno vita a uno spettacolo in cui l’Opera esce dalla patina tradizionale e conservatrice dove spesso è rilegata, per contaminarsi e incrociarsi con il cinema, le canzoni pop, la televisione, la letteratura, i fatti di cronaca, e per essere letta con un occhio irriverente e mai banale. A prendere vita sul palco (grazie al potere trasformistico di Elio) è lo stesso Gioacchino Rossini di cui si racconterà la vita e l’opera attraverso video, letture, improvvisazioni, battibecchi, e di cui si racconteranno l’opera, gli amori, i gesti eroici. Ridendo e scherzando, lo spettacolo dà una visione ricca di spunti storici e artistici di una delle figura, e in generale di una delle arti più significative dell’identità italiana.

Il post serata

Al termine dello spettacolo, Elio e Francesco Micheli hanno firmato le copie del loro libro L’opera è polvere da sparo, edito da Rizzoli. Il titolo è indicativo, come spiega il regista Francesco Micheli, che lo descrive con queste parole:una chiacchierata fra amici di secoli diversi e un viaggio alla scoperta di un prodigio del made in Italy, paragonabile al segreto del parmigiano reggiano o alla ricetta della pasta con le sarde, un’arte tramandata dai nostri padre e fatta di cultura ed emozioni, Storia e storie, tragedie e frivolezza, moda e fantasia; e naturalmente di musica, melodie, colpi di teatro.

Per Elio, invece, poter fare lo spettacolo ad Armonie d’Arte è stato un grande entusiasmo e un grande brivido: abbiamo portato sul palco la parola di un grande compositore i cui lavori furono fatti ad appena vent’anni. Da questo spettacolo è stato tratto un libro, una pazzia: a me piace tanto esagerare e ho trovato un compagno a cui piace altrettanto. Il libro tenta di raccontare, a chi non conosce la lirica, come erano questi compositori, grandi italiani, in un’epoca in cui crediamo, sbagliando, di non saper fare le cose che gli altri sanno fare. Invece possiamo unire la cultura con le bellezze storiche che abbiamo in Italia, e questo Festival ne è l’esempio.

Foto: Antonio Raffaele

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *