28° Festival Milano Musica: Luca Francesconi. Velocità del tempo

28° Festival Milano Musica: Luca Francesconi. Velocità del tempo

Il 28° Festival Milano Musica Luca Francesconi. Velocità del tempo è incentrato sulla personalità artistica del compositore milanese, di fama internazionale, in occasione delle riprese al Teatro alla Scala di uno dei suoi maggiori successi, Quartett, da Heiner Müller, opera commissionata dal Teatro alla Scala, che ne ospitò la prima assoluta nel 2011, vincitrice del Premio Abbiati nello stesso anno e ripresa settantasei volte in tutto il mondo.
Il Festival 2019, con oltre 22 appuntamenti (concerti sinfonici e da camera, elettronica e approfondimenti), mette in dialogo la rigorosa libertà di invenzione dell’esperienza artistica di Francesconi con alcuni capolavori, autori e opere di riferimento del Novecento storico e dell’Avanguardia: da Stravinskij a Berio e Stockhausen, maestro della contemporaneità con cui Francesconi ha studiato.
Il Festival presenta 12 prime assolute e 8 prime italiane.

Quattro gli appuntamenti sinfonici: la doppia inaugurazione, del Festival e della stagione sinfonica de laVerdi, diretta da Michele Gamba in un programma che accosta Mahler a Etymo II e Das Ding singt di Francesconi; la Filarmonica della Scala, sul podio lo statunitense Brad Lubman affiancato dalla violinista Leila Josefowicz, cui è affidata l’esecuzione di Duende. The Dark Notes accanto a Le Sacre du Printemps; l’OSN Rai, ospite per la terza volta al Teatro alla Scala su invito del Festival, guidata da Juraj Valčuha, con i pianisti Emanuele Arciuli e Andrea Rebaudengo, in Macchine in echo di Francesconi. Ad esse si affianca l’Orchestra del Conservatorio G. Verdi di Milano, diretta da Pedro Amaral, con HYMNEN, capolavoro di musica elettronica e concreta con orchestra di Stockhausen, che entra in risonanza con i concerti al Planetario, in cui Tracce per strumento solista di Francesconi dialoga con brani del ciclo KLANG del compositore tedesco, e con Oktophonie all’Auditorium San Fedele.

Tra gli ensemble ospiti spiccano lo statunitense Jack Quartet con il quartetto per archi di Francesconi I voli di Niccolò accostato a Oscar Bianchi e a due giovani compositori statunitensi in prima italiana; Les Percussions de Strasbourg con Persephassa di Xenakis per sei percussionisti intorno al pubblico e i nuovi brani in prima assoluta di Carmine Emanuele Cella e Claudio Ambrosini, quest’ultimo interpretato da ZAUM_percussion, ensemble in residenza 2018/2020.

La valorizzazione delle eccellenze artistiche milanesi, nel loro pluriennale legame artistico e umano con Francesconi, è contraddistinta dalla rilevante presenza dell’Ensemble Sentieri selvaggi, in un doppio concerto dedicato a Francesconi e diretto da Carlo Boccadoro, e dalla partecipazione di AGON acustica informatica musica, centro di produzione e ricerca musicale con le nuove tecnologie fondato nel 1990 anche dallo stesso Francesconi. Ad AGON sono affidati brani per strumenti solisti ed elettronica e la presentazione dell’Arpa di Luce, installazione ideata da Gianpietro Grossi e Pietro Pirelli. L’Ensemble “G. Bernasconi” dell’Accademia Teatro alla Scala presenta un nuovo brano di Francesconi in prima assoluta.

Per adulti e bambini torna il dramma musicale circense DALL’ALTO, su musiche di Riccardo Nova e regia di Giacomo Costantini, presentato in prima assoluta nel 2018; dopo una prima data nel 2019 al Teatro Bruno Munari lo spettacolo, prodotto da Milano Musica, sarà ospite quest’anno, in varie repliche, al Festival Aperto di Reggio Emilia e a RomaEuropa.

Dal Teatro alla Scala al Pirelli HangarBicocca, dal Planetario a Santeria Toscana 31, attraverso sedi classiche e teatri importanti, luoghi di interesse artistico e spazi non convenzionali, il Festival crea esperienze di ascolto forti, nei luoghi più adatti e nelle migliori situazioni acustiche.

I concerti sono registrati e trasmessi in diretta o in differita da RAI Radio3.

© Philippe Stirnweiss

Luca Francesconi è stato allievo di Corghi, Stockhausen e Berio, ma tra i suoi maestri di elezione include anche Miles Davis e Jimi Hendrix: «loro due sono, con Stravinskij, Berio e Stockhausen, la vera musica classica degli ultimi 50 anni», afferma. Ha scritto oltre cento lavori: dal brano solistico a quello per ensemble, dall’opera al multimediale, commissionati da importanti istituzioni musicali. Collabora regolarmente con prestigiosi direttori, solisti, ensemble e con le migliori orchestre del mondo.

Francesconi appartiene alla generazione nata tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’60 ed eredita l’esperienza delle avanguardie come dato storicizzato e distante. I giovani compositori studiano Stockhausen, Berio, Boulez, Nono e gli altri padri dell’avanguardia, ma al contempo sono sedotti dal suono del pop e del rock, da Jimi Hendrix a Sting, da Frank Zappa a Jim Morrison. Sentono che ogni mappa va ridisegnata e affrontano la terra incognita con una consapevolezza in cui l’entusiasmo si mescola ad un’inquietudine radicale.
Luca Francesconi è uno di loro.

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