INAUGURAZIONE: Requiem per le vittime Covid-19 e auspici per un Mondo Nuovo

INAUGURAZIONE: Requiem per le vittime Covid-19 e auspici per un Mondo Nuovo

Sabato 5 settembre: ore 21.30 – Duomo Santa Maria Assunta
Per un Nuovo Mondo
musiche di W.A. Mozart, A. Dvořák
FVG Orchestra
Annamaria Dell’Oste soprano
Laura Polverelli mezzosoprano
Antonino Siragusa tenore
Simone D’Eusanio basso
Coro del Friuli Venezia Giulia
Cristiano Dell’Oste maestro del coro
Filippo Maria Bressan direttore
produzione FVG Orchestra

Programma

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), Requiem in re minore per soli, coro e orchestra K 626
Antonín Dvořák (1841-1904), Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 “Dal Nuovo Mondo”
Adagio – Allegro molto
Largo
Scherzo. Molto vivace
Allegro con fuoco

Nel giorno inaugurale di Mittelfest è parso doveroso condividere con la città di Cividale e con il pubblico del festival un momento di comune omaggio alle vittime della pandemia, ma anche l’auspicio di un mondo nuovo. Con questo proposito, l’organico della FVG Orchestra, diretta dal Maestro Filippo Maria Bressan, insieme al Coro del Friuli Venezia Giulia, diretto da Cristiano Dell’Oste, offriranno un appuntamento musicale speciale, che contiene in note e nel canto il pathos empatico di questi ultimi mesi e le speranze per quelli a venire. In tal senso è stato scelto un repertorio molto particolare, che unisce la Messa da Requiem di Mozart, che sarà eseguita fino alla parte da lui composta prima della scomparsa, e la Sinfonia n. 9 in mi minore di Antonín Dvořák (op. 95), nota anche col titolo di Sinfonia “Dal Nuovo Mondo”. Riguardo alla prima, la sua fama si deve al fatto che fu l’ultima composizione di Wolfang Amadeus Mozart – pare richiesta da un misterioso committente -, rimasta incompiuta per la morte dell’autore, avvenuta il 5 dicembre 1791, e completata successivamente dall’amico e allievo Franz Xaver Süssmayr, forse su appunti del Maestro. Nel concerto verrà eseguita solo la partitura autografa, fino al famoso Lacrimosa, pezzo di grande ispirazione drammatica, in cui il compositore riesce, attraverso l’utilizzo di breve frasi musicali, a rendere il sussulto di un pianto. Riguardo alla seconda parte del concerto, l’opera fu scritta da Dvořák quando il compositore ceco era direttore del New York National Conservatory of Music, appunto in America, nel “nuovo continente”. La cultura americana ne influenzò molto lo stile, tanto che la Sinfonia n. 9 è di matrice classica europea, ma contaminata dalla musica autoctona, come gli spiritual afroamericani e la musica dei nativi americani.

Filippo Maria Bressan ha diretto compagini di grande prestigio, quali l’Orchestra e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice di Venezia. Ospite regolare delle principali società concertistiche e dei maggiori festival di musica sinfonica, antica e contemporanea – quali l’Accademia Chigiana di Siena, la Biennale di Venezia, MiTo Settembre Musica, la Sagra Musicale Umbra -, tra le sue molteplici esperienze ha avuto modo di lavorare a fianco di musicisti quali C. Abbado, L. Berio, F. Brüggen, M.W. Chung, C.M. Giulini, P. Maag, L. Maazel, M. Nyman, G. Prêtre, M. Rostropovich, G. Sinopoli, J. Tate, A. Pärt. Indicato dal M° Giulini come un direttore “di nobile ed elegante semplicità”, eclettico, anticonvenzionale, sportivo e anti-social media, ha scelto di seguire le proprie passioni anziché una carriera obbligata, selezionando sia il repertorio che l’attività concertistica e quella musicale in genere.  Pur privilegiando l’Italia, ha diretto anche in diversi teatri e sale da concerto d’Europa e Sud America, e ha diretto quasi tutte le principali orchestre italiane. Allievo a Vienna di Karl Österreicher per la direzione d’orchestra e di Jurgen Jürgens per la direzione di coro – diventando poi il suo assistente -, si è perfezionato, tra gli altri, con J.E. Gardiner e F. Leitner.  Studioso della musicologia e della prassi esecutiva, forte conoscitore della tradizione vocale italiana e della scuola sinfonica tedesca, con una grande passione per il coro e il repertorio sinfonico-corale, è stato il più giovane maestro del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma (2000-2002) e ha diretto molti altri cori.

La FVG Orchestra è un’orchestra sinfonica nata recentemente per volere della Regione Friuli Venezia Giulia, al fine di raccogliere l’eredità musicale di diverse compagini di una zona di confine, ricca di tradizioni musicali. La Regione FVG ha voluto quindi andare in controtendenza rispetto allo standard italiano e di investire sulla musica e sulla costituzione di questa nuova orchestra che spicca per talento e generosità artistica. Pur essendo “giovane” ha già suonato a Budapest nella bellissima sala che è stata sede del Parlamento ungherese, famosa per la qualità dell’acustica e presso il Teatro Verdi di Pordenone, il Teatro Rossetti di Trieste e in tutta la Regione FVG. Il ruolo di direttore ospite principale è ricoperto dal M° Paolo Paroni, già direttore ospite principale presso l’Orchestra del NY City Ballet e ospite di moltissime istituzioni sinfoniche in Italia e all’estero, l’idea progettuale però è anche quella di mettere a contatto l’orchestra con diversi direttori di chiara fama per una sua crescita qualitativa. I professori della FVG Orchestra hanno singolarmente vinto primi premi a concorsi e premi internazionali tra i più importanti come il Premio Francesco Geminiani di Verona, il concorso S. Omizzolo di Padova, il concorso R. Lipizer di Gorizia, il Premio Città di Vittorio Veneto, il Concorso Internazionale E. Coca di Chisinau, solo per citarne alcuni. Inoltre hanno collaborato e collaborano anche con orchestre quali la Mahler Chamber Orchestra, l’Orchestra Mozart, l’Orchestra del Teatro alla Scala e Filarmonica della Scala, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra del Gran Teatro la Fenice, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, la Haydn di Trento e Bolzano, l’Orchestra dell’Arena di Verona, l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, l’Orchestra del Teatro Verdi di Trieste, duretti da grandissimi direttori di fama nazionale e internazionale.

Il Coro del Friuli Venezia Giulia è nato nel 2001 e da allora ha effettuato oltre 400 concerti, tra prime assolute e concerti tenuti in tutta Italia ed Europa, collaborando con le migliori orchestre europee. Solo nell’ultimo anno, oltre ai molti concerti in Regione, si è esibito in festival e stagioni a Innsbruck, Vienna, Parigi, Astana (Kaz), Arena di Pola, Roma, Torino, Milano, Venezia, Taranto, Matera. È stato diretto da oltre ottanta direttori tra cui spiccano i nomi di Riccardo Muti, Gustav Leonhardt, Ton Koopman, Andrea Marcon, Filippo Maria Bressan, Luis Bacalov (premio Oscar recentemente scomparso, di cui ha eseguito in prima assoluta l’opera Estaba La Madre dedicata alla madri di Plaza de Mayo e la Misa Tango), Bruno Aprea, Marco Angius, George Pehlivanian, Uros Lajovic. Significative le collaborazioni per la musica leggera con Andrea Bocelli, Tosca e Simone Cristicchi, i concerti etnici con artisti del calibro di J. Gasparyan, le performance jazz con M. Stockhausen, E. Rava, J. Surman, K. Weehler, J. Taylor, G. Venier, con i quali ha spesso proposto opere in prima assoluta. I suoi concerti con Riccardo Muti sono andati più volte in onda su Rai 1 in eurovisione, così come i concerti con Gustav Leonhardt su Rai 2 e Rai 3. Nel 2016 ha intrapreso una felice collaborazione con il celebre violoncellista Mario Brunello.

 

www.fvgorchestra.it/

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